Genesi 41:14
“Allora Faraone mandò a chiamar Giuseppe, il quale prestamente fu tratto fuor della fossa; ed egli si tondè, e si cambiò i vestimenti, e venne a Faraone.”
Contesto: Genesi 41
12Or quivi con noi era un giovane Ebreo, servitor del Capitan delle guardie, al quale noi raccontammo i nostri sogni, ed egli ce l’interpretò, dando la interpretazione a ciascuno secondo il suo sogno.
13Ed avvenne che, secondo l’interpretazione ch’egli ci avea data, Faraone mi rimise nel mio stato, e fece appiccar quell’altro.
14Allora Faraone mandò a chiamar Giuseppe, il quale prestamente fu tratto fuor della fossa; ed egli si tondè, e si cambiò i vestimenti, e venne a Faraone.
15E Faraone disse a Giuseppe: Io ho sognato un sogno, e non vi è niuno che l’interpreti; or io ho udito dir di te, che tu intendi i sogni, per interpretarli.
16E Giuseppe rispose a Faraone, dicendo: V’è altri che me; Iddio risponderà ciò che sarà per la prosperità di Faraone.
Informazioni su Genesi 41: Giuseppe interpreta i sogni del Faraone

Giuseppe viene nominato secondo in comando in Egitto e riesce a gestire con successo il paese durante la carestia, fornendo cibo ad Egitto e ad altri paesi.
Commento
Il capitolo 41 del libro della Genesi è un capitolo fondamentale poiché segna l'inizio dell'ascesa al potere di Giuseppe in Egitto. Dopo essere stato venduto come schiavo dai suoi fratelli, Giuseppe viene gettato in prigione per un crimine che non ha commesso. Mentre è in prigione, Giuseppe interpreta i sogni del coppiere e del panettiere del faraone, prediciendo correttamente i loro esiti. Colpito dalla capacità di Giuseppe, il coppiere del faraone raccomanda Giuseppe al faraone, che convoca Giuseppe per interpretare i suoi stessi sogni. Giuseppe interpreta correttamente i sogni del faraone, prevedendo sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia. Il faraone è così impressionato dalla saggezza di Giuseppe che lo nomina secondo in comando dell'Egitto, conferendogli autorità su tutto l'Egitto.
Questo capitolo è significativo perché segna l'inizio dell'ascesa al potere di Giuseppe in Egitto. La capacità di Giuseppe di interpretare i sogni e il suo saggio consiglio al faraone dimostrano la sua fedeltà a Dio e la sua fiducia nei piani di Dio. La nomina di Giuseppe a secondo in comando dell'Egitto è una testimonianza della fedeltà e provvidenza di Dio, poiché è attraverso la grazia di Dio che Giuseppe riesce a raggiungere una posizione così alta. Questo capitolo serve anche come un promemoria della fedeltà e della provvidenza di Dio nelle nostre vite, poiché Dio è sempre fedele nel provvedere per noi e guidarci nelle nostre vite.