Romani 3:10
“siccome è scritto: Non v’è alcun giusto, non pure uno.”
Contesto: Romani 3
8E non dirassi come siamo infamati, e come alcuni dicono che noi diciamo: Facciamo i mali, acciocchè ne avvengano i beni? de’ quali la condannazione è giusta.
9CHE dunque? abbiamo noi qualche eccellenza? del tutto no; poichè innanzi abbiamo convinti tutti, così Giudei, come Greci, ch’essi sono sotto peccato;
10siccome è scritto: Non v’è alcun giusto, non pure uno.
11Non v’è alcuno che abbia intendimento, non v’è alcuno che ricerchi Iddio.
12Tutti son deviati, tutti quanti son divenuti da nulla; non v’è alcuno che faccia bene, non pure uno.
Informazioni su Romani 3: Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio

Paolo insegna che tutte le persone sono peccatrici e che hanno bisogno di salvezza attraverso la fede in Gesù.
Commento
Romani 3 è un potente capitolo che parla del potere della grazia e della misericordia di Dio. Paolo inizia ponendo una domanda retorica: "Qual è dunque il vantaggio del Giudeo?" e risponde poi alla sua stessa domanda affermando che ai Giudei è stato concesso il privilegio di essere affidati agli oracoli di Dio. Questo è un promemoria che Dio ha scelto i Giudei per essere il suo popolo e i destinatari della sua rivelazione divina.
Paolo spiega poi che tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Questo è un promemoria che nessuno è giusto e che tutti hanno bisogno della grazia e della misericordia di Dio. Paolo poi spiega che la giustizia di Dio è rivelata attraverso la fede in Gesù Cristo. Questo è un promemoria che la salvezza si trova solo mediante la fede in Gesù e non attraverso le opere della legge.