Romani 9:14
“Che diremo adunque? Evvi egli iniquità in Dio? Così non sia.”
Contesto: Romani 9
12Il maggiore servirà al minore,
13secondo ch’egli è scritto: Io ho amato Giacobbe, ed ho odiato Esaù.
14Che diremo adunque? Evvi egli iniquità in Dio? Così non sia.
15Perciocchè egli dice a Mosè: Io avrò mercè di chi avrò mercè, e farò misericordia a chi farò misericordia.
16Egli non è adunque di chi vuole, nè di chi corre, ma di Dio che fa misericordia.
Informazioni su Romani 9: Sovranità di Dio e Elezione.

Paolo insegna che la scelta di Dio di alcune persone per la salvezza si basa sul Suo proprio scopo e grazia.
Commento
Romani 9 è un capitolo potente che parla della sovranità di Dio e del Suo piano di salvezza. Paolo inizia esprimendo il suo profondo dolore per i suoi compatrioti ebrei che non hanno accettato Gesù come il Messia. Egli riconosce che Dio ha scelto di salvare alcuni e non altri, e che questo fa parte del Suo piano divino. Paolo prosegue spiegando che la scelta di Dio si basa sulla Sua misericordia e grazia, non su alcun merito dei prescelti. Spiega anche che la scelta di Dio non si basa su opere dei prescelti, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere.
Paolo prosegue spiegando che la scelta di Dio d'Israele non si basava su alcun merito degli ebrei, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere. Spiega che la scelta di Dio d'Israele non si basava su opere degli ebrei, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere. Spiega anche che la scelta di Dio d'Israele non si basava su alcun merito degli ebrei, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere.