2 Corinzi 10:9

“Ora, non facciasi stima di me, come se vi spaventassi per lettere.”
— 2 Corinzi 10:9 (La Nuova Diodati)

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Contesto: 2 Corinzi 10

7Riguardate voi alle cose che sono in apparenza? se alcuno si confida in sè stesso d’esser di Cristo, reputi altresì da sè medesimo questo: che, siccome egli è di Cristo, così ancora noi siam di Cristo.

8Perciocchè, benchè io mi gloriassi ancora alquanto più della nostra podestà, che il Signore ci ha data, ed edificazione, e non a distruzion vostra, io non ne sarei svergognato.

9Ora, non facciasi stima di me, come se vi spaventassi per lettere.

10Perciocchè, ben sono, dice alcuno, le lettere gravi e forti; ma la presenza del corpo è debole, e la parola dispregevole.

11Il tale reputi questo: che, quali siamo assenti, in parola, per lettere; tali saremo ancora presenti, in fatti.

Informazioni su 2 Corinzi 10: La difesa del ministero di Paolo

2 Corinzi 10: La difesa del ministero di Paolo

Paolo difende la sua apostoleship e l'autorità del suo messaggio.

Commento

Nel 2 Corinzi 10, Paolo affronta la questione dei falsi apostoli che hanno diffuso bugie su di lui e sul suo ministero. Inizia ricordando ai Corinzi la sua autorità come apostolo di Cristo e che non ha paura di usarla per confrontare coloro che diffondono bugie. Spiega poi che la sua autorità non si basa sulla forza fisica, ma sul potere di Dio. Incoraggia i Corinzi a rimanere saldi nella fede e a non lasciarsi influenzare dai falsi apostoli.

Paolo continua spiegando che non sta cercando di vantarsi di se stesso, ma piuttosto di difendere la verità del vangelo. Ricorda ai Corinzi che non sta cercando di impressionarli con i suoi successi personali, ma piuttosto di indirizzarli al potere di Dio. Li avverte anche di non farsi influenzare dai falsi apostoli e li esorta a rimanere saldi nella fede.

Persone in 2 Corinzi 10