2 Corinzi 11:16
“IO lo dico di nuovo: Niuno mi stimi esser pazzo; se no, ricevetemi eziandio come pazzo; acciocchè io ancora mi glorii un poco.”
Contesto: 2 Corinzi 11
14E non è maraviglia; perciocchè Satana stesso si trasforma in angelo di luce.
15Ei non è dunque gran cosa, se i suoi ministri ancora si trasformano in ministri di giustizia; de’ quali la fine sarà secondo le loro opere.
16IO lo dico di nuovo: Niuno mi stimi esser pazzo; se no, ricevetemi eziandio come pazzo; acciocchè io ancora mi glorii un poco.
17Ciò ch’io ragiono in questa ferma confidanza di vanto, non lo ragiono secondo il Signore, ma come in pazzia.
18Poichè molti si gloriano secondo la carne, io ancora mi glorierò.
Informazioni su 2 Corinzi 11: La Sofferenza di Paolo

Paolo si difende contro falsi apostoli e spiega le sofferenze che ha sopportato per il bene del Vangelo.
Commento
Il capitolo 11 di 2 Corinzi parla dell'importanza dell'autorità di Paolo come apostolo di Gesù Cristo. Paolo difende la sua autorità come apostolo, confrontandosi con i falsi apostoli che cercavano di minare la sua autorità. Egli sottolinea di essere stato più fedele e diligente nel suo servizio al Signore rispetto ai falsi apostoli e di aver sofferto di più per il bene del Vangelo. Parla anche della sua umiltà e disponibilità a servire, e della sua volontà di soffrire per il Vangelo.
Le parole di Paolo in questo capitolo ci ricordano l'importanza di essere fedeli al Signore e di essere disposti a soffrire per il Vangelo. Non dovremmo lasciarci influenzare da falsi insegnanti o da coloro che vorrebbero minare l'autorità del Vangelo. Dovremmo essere pronti a restare saldi nella nostra fede e a soffrire per il bene del Vangelo. Le parole di Paolo in questo capitolo ci ricordano l'importanza di essere fedeli al Signore e di essere disposti a soffrire per il Vangelo.