Atti 27:42

“Or il parer de’ soldati era d’uccidere i prigioni, acciocchè niuno se ne fuggisse a nuoto.”
— Atti 27:42 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Atti 27

40Ed avendo ritratte le ancore, ed insieme sciolti i legami de’ timoni, si rimisero alla mercè del mare; ed alzata la vela maestra al vento, traevano al lito.

41Ma, incorsi in una piaggia, che avea il mare da amendue i lati, vi percossero la nave; e la proda, ficcatasi in quella, dimorava immobile; ma la poppa si sdruciva per lo sforzo delle onde.

42Or il parer de’ soldati era d’uccidere i prigioni, acciocchè niuno se ne fuggisse a nuoto.

43Ma il centurione, volendo salvar Paolo, li stolse da quel consiglio, e comandò che coloro che potevano nuotare si gettassero i primi, e scampassero in terra.

44E gli altri, chi sopra tavole, chi sopra alcuni pezzi della nave; e così avvenne che tutti si salvarono in terra.

Informazioni su Atti 27: Il Viaggio a Roma

Atti 27: Il Viaggio a Roma

La nave di Paolo naufraga e rimangono bloccati sull'isola di Malta.

Commento

Atti 27 è un capitolo fondamentale nel libro degli Atti, poiché segna l'inizio del viaggio di Paolo a Roma. Dopo essere stato arrestato a Gerusalemme, Paolo viene inviato a Cesarea per essere processato davanti al governatore romano, Felice. Tuttavia, Felice ritarda la sua decisione e Paolo viene tenuto in prigione per due anni. Durante questo periodo, Paolo riesce a predicare il Vangelo a Felice e sua moglie, Drusilla.

Alla fine dei due anni, Felice viene sostituito da Festo, che decide di mandare Paolo a Roma per essere processato davanti a Cesare. Paolo viene imbarcato su una nave diretta a Roma e il capitolo dettaglia il viaggio. La nave viene colta da una violenta tempesta e Paolo avverte l'equipaggio che tutti periranno a meno che non mantengano il corso. L'equipaggio segue il consiglio di Paolo e la nave raggiunge alla fine la sua destinazione.

Persone in Atti 27