Esodo 32:18
“E Mosè disse: Questo non è punto grido di vittoriosi; nè grido di vinti; io odo un suono di canto.”
Contesto: Esodo 32
16E le Tavole erano lavoro di Dio, e la scrittura era scrittura di Dio, intagliata sopra le Tavole.
17Or Giosuè udì il romor del popolo, mentre gridava, e disse a Mosè: E’ vi è un grido di battaglia nel campo.
18E Mosè disse: Questo non è punto grido di vittoriosi; nè grido di vinti; io odo un suono di canto.
19E, come egli fu vicino al campo, vide quel vitello e le danze. E l’ira sua si accese, ed egli gittò le Tavole dalle sue mani, e le spezzò appiè del monte.
20Poi prese il vitello, che i figliuoli d’Israele aveano fatto, e lo bruciò col fuoco, e lo tritò, finchè fu ridotto in polvere; e sparse quella polvere sopra dell’acqua, e fece bere quell’acqua a’ figliuoli d’Israele.
Informazioni su Esodo 32: Il Vitello d'Oro

Gli Israeliti fanno un vitello d'oro mentre Mosè è sulla montagna ricevendo i comandamenti. Mosè rompe le tavole e chiede a Dio di perdonare gli Israeliti.
Commento
Il capitolo 32 dell'Esodo è un punto cruciale nel libro dell'Esodo, poiché segna un importante punto di svolta nella relazione tra Dio e gli Israeliti. Dopo che gli Israeliti erano stati liberati dalla schiavitù in Egitto, avevano ricevuto i Dieci Comandamenti da Dio e stavano ora dirigendosi verso la Terra Promessa. Tuttavia, mentre Mosè si trovava sul Monte Sinai ricevendo i Dieci Comandamenti, gli Israeliti erano diventati impazienti e avevano creato un vitello d'oro per adorare.
In risposta a ciò, Dio si era adirato e voleva distruggere gli Israeliti, ma Mosè intervenne in loro favore. Ricordò a Dio la Sua promessa ad Abramo, Isacco e Giacobbe e gli chiese di perdonare gli Israeliti. Dio cedette, ma punì comunque gli Israeliti per il loro idolatria. Mandò una pestilenza in mezzo a loro e poi ordinò a Mosè di condurre gli Israeliti lontano dal Monte Sinai.