Genesi 18:27
“Ed Abrahamo rispose, e disse: Ecco, ora io ho pure impreso di parlare al Signore, benchè io sia polvere e cenere.”
Contesto: Genesi 18
25Sia lungi da te il fare una cotal cosa, di far morire il giusto con l’empio, e che il giusto sia al par con l’empio. Sia ciò lungi da te; il Giudice di tutta la terra non farebbe egli diritta giustizia?
26E il Signore disse: Se io trovo dentro alla città di Sodoma cinquanta uomini giusti, io perdonerò a tutto il luogo per amor di essi.
27Ed Abrahamo rispose, e disse: Ecco, ora io ho pure impreso di parlare al Signore, benchè io sia polvere e cenere.
28Forse ne mancheranno cinque di quei cinquanta uomini giusti; distruggeresti tu tutta la città per cinque persone? E il Signore disse: Se io ve ne trovo quarantacinque, io non la distruggerò.
29Ed Abrahamo continuò a parlargli, dicendo: Forse vi se ne troveranno quaranta. E il Signore disse: Per amor di que’ quaranta, io nol farò.
Informazioni su Genesi 18: La Nascita di Isacco Promessa

Dio visita Abramo e gli annuncia che Sarah avrà un figlio nonostante la sua vecchiaia. Abramo ride dell'idea, ma Sarah rimane incinta e partorisce Isacco.
Commento
Genesi 18 è un capitolo che si concentra sulla visita di tre uomini ad Abramo e Sara. Questi uomini vengono successivamente rivelati come angeli inviati da Dio per annunciare ad Abramo e Sara che avranno un figlio. Questo è un momento significativo nella Bibbia poiché segna l'inizio del compimento della promessa di Dio ad Abramo di essere padre di molte nazioni.
Il capitolo inizia con i tre uomini che arrivano alla tenda di Abramo. Abramo li riconosce immediatamente come messaggeri di Dio e mostra loro ospitalità. Offre loro cibo e acqua e li invita a passare la notte. Gli uomini poi dicono ad Abramo che Sara avrà un figlio, e Abramo ride incredulo.