Genesi 22:14

“Ed Abrahamo nominò quel luogo: Il Signor provvederà. Che è quel che oggi si dice: Nel monte del Signore sarà provveduto.”
— Genesi 22:14 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Genesi 22

12E l’Angelo gli disse: Non metter la mano addosso al fanciullo, e non fargli nulla; perciocchè ora conosco che tu temi Iddio, poichè tu non mi hai dinegato il tuo figliuolo, il tuo unico.

13Ed Abrahamo alzò gli occhi, e riguardò; ed ecco un montone dietro a lui, rattenuto per le corna ad un cespuglio. Ed Abrahamo andò, e prese quel montone, e l’offerse in olocausto, in luogo del suo figliuolo.

14Ed Abrahamo nominò quel luogo: Il Signor provvederà. Che è quel che oggi si dice: Nel monte del Signore sarà provveduto.

15E l’Angelo del Signore gridò ad Abrahamo dal cielo, la secondo volta.

16E disse: Io giuro per me stesso, dice il Signore, che, poichè tu hai fatto questo e non mi hai dinegato il tuo figliuolo, il tuo unico;

Informazioni su Genesi 22: La Fede di Abramo Testata

Genesi 22: La Fede di Abramo Testata

Dio chiede ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco come prova della sua fede, ma Dio fornisce un montone da sacrificare al suo posto.

Commento

Il capitolo 22 della Genesi è un momento cruciale nel libro della Genesi, poiché segna il culmine dell'Alleanza con Abramo. In questo capitolo, Dio mette alla prova la fede di Abramo chiedendogli di sacrificare suo figlio, Isacco. La disposizione di Abramo a obbedire al comando di Dio, anche a costo di suo figlio, dimostra la sua fede inabalzabile e il suo impegno verso Dio.

Il capitolo inizia con Dio che ordina ad Abramo di prendere suo figlio, Isacco, e offrirlo in sacrificio. Abramo obbedisce immediatamente e parte per il viaggio con Isacco e due servi. Quando arrivano al luogo del sacrificio, Abramo costruisce un altare e lega Isacco su di esso. Proprio mentre Abramo sta per sacrificare suo figlio, un angelo del Signore lo ferma e fornisce un montone come sostituto.

Persone in Genesi 22