Genesi 27:13
“Ma sua madre gli disse: Figliuol mio, la tua maledizione sia sopra me; attendi pure alla mia voce, e va’ ed arrecami que’ capretti.”
Contesto: Genesi 27
11E Giacobbe disse a Rebecca sua madre: Ecco, Esaù mio fratello è uomo peloso, ed io son uomo senza peli.
12Per avventura mio padre mi tasterà, e sarò da lui reputato un ingannatore; e così mi farò venire addosso maledizione, e non benedizione.
13Ma sua madre gli disse: Figliuol mio, la tua maledizione sia sopra me; attendi pure alla mia voce, e va’ ed arrecami que’ capretti.
14Egli adunque andò, e prese que’ capretti, e li arrecò a sua madre; e sua madre ne apparecchiò delle vivande saporite, quali il padre di esso le amava.
15Poi Rebecca prese i più bei vestimenti di Esaù suo figliuol maggiore, ch’ella avea appresso di sè in casa, e ne vestì Giacobbe suo figliuol minore.
Informazioni su Genesi 27: Giacobbe Ottiene il Diritto di Primo Nato di Esaù

Isacco pianifica di benedire il figlio maggiore Esaù, ma Rebecca e Giacobbe complottano per ingannare Isacco in modo che sia Giacobbe a ricevere la benedizione al suo posto.
Commento
Il Genesi 27 è un capitolo che narra la storia di Giacobbe ed Esaù, i gemelli figli di Isacco e Rebecca. È una storia di inganno, rivalità e, alla fine, riconciliazione.
Il capitolo inizia con Isacco, ora vecchio e cieco, desideroso di dare la sua benedizione al figlio maggiore, Esaù. Rebecca, però, ha altri piani. Escogita un piano per ingannare Isacco affinché dia la benedizione a Giacobbe invece che a Esaù. Fa vestire Giacobbe con i vestiti di Esaù e mettere pelli di capra sulle sue mani e sul collo per farlo apparire come se fosse Esaù. Poi Giacobbe va da Isacco e finge di essere Esaù, e Isacco gli dà la benedizione.