Genesi 27:4
“Ed apparecchiami alcune vivande saporite, quali io le amo, e portamele, che io ne mangi; acciocchè l’anima mia ti benedica avanti che io muoia.”
Contesto: Genesi 27
2E Isacco disse: Ecco, ora io sono invecchiato, e non so il giorno della mia morte.
3Deh! prendi ora i tuoi arnesi, il tuo turcasso e il tuo arco; e vattene fuori a’ campi, e prendimi qualche cacciagione.
4Ed apparecchiami alcune vivande saporite, quali io le amo, e portamele, che io ne mangi; acciocchè l’anima mia ti benedica avanti che io muoia.
5Or Rebecca stava ad ascoltare, mentre Isacco parlava ad Esaù, suo figliuolo. Esaù adunque andò a’ campi per prender qualche cacciagione, e portarla a suo padre.
6E Rebecca parlò a Giacobbe suo figliuolo, e gli disse: Ecco, io ho udito che tuo padre parlava ad Esaù, tuo fratello, dicendo:
Informazioni su Genesi 27: Giacobbe Ottiene il Diritto di Primo Nato di Esaù

Isacco pianifica di benedire il figlio maggiore Esaù, ma Rebecca e Giacobbe complottano per ingannare Isacco in modo che sia Giacobbe a ricevere la benedizione al suo posto.
Commento
Il Genesi 27 è un capitolo che narra la storia di Giacobbe ed Esaù, i gemelli figli di Isacco e Rebecca. È una storia di inganno, rivalità e, alla fine, riconciliazione.
Il capitolo inizia con Isacco, ora vecchio e cieco, desideroso di dare la sua benedizione al figlio maggiore, Esaù. Rebecca, però, ha altri piani. Escogita un piano per ingannare Isacco affinché dia la benedizione a Giacobbe invece che a Esaù. Fa vestire Giacobbe con i vestiti di Esaù e mettere pelli di capra sulle sue mani e sul collo per farlo apparire come se fosse Esaù. Poi Giacobbe va da Isacco e finge di essere Esaù, e Isacco gli dà la benedizione.