Genesi 28:11
“capitò in un certo luogo, e vi stette la notte; perciocchè il sole era già tramontato, e prese delle pietre del luogo, e le pose per suo capezzale; e giacque in quel luogo.”
Contesto: Genesi 28
9Ed egli andò ad Ismaele, e prese per moglie Mahalat, figliuola d’Ismaele, figliuolo di Abrahamo, sorella di Nebaiot; oltre alle sue altre mogli.
10OR Giacobbe partì di Beerseba, ed andando in Charan,
11capitò in un certo luogo, e vi stette la notte; perciocchè il sole era già tramontato, e prese delle pietre del luogo, e le pose per suo capezzale; e giacque in quel luogo.
12E sognò; ed ecco una scala rizzata in terra, la cui cima giungeva al cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano per essa.
13Ed ecco, il Signore stava al disopra di essa. Ed egli disse: Io sono il Signore Iddio di Abrahamo tuo padre, e l’Iddio d’Isacco; io darò a te, ed alla tua progenie, il paese sopra il quale tu giaci.
Informazioni su Genesi 28: La scala di Giacobbe e il Patto con Dio

Giacobbe scappa dalla sua famiglia e ha un sogno di una scala che raggiunge il cielo. Dio conferma la sua promessa a Giacobbe che i suoi discendenti saranno benedetti e la terra sarà data a loro.
Commento
Il capitolo 28 della Genesi è la storia del viaggio di Giacobbe verso Aran, dove deve trovare una moglie. Questo capitolo è significativo perché segna l'inizio del viaggio di Giacobbe per adempiere alla promessa fatta da Dio ad Abramo che i suoi discendenti sarebbero stati numerosi come le stelle in cielo.
Giacobbe parte per il viaggio con la benedizione di suo padre, Isacco. Gli viene dato l'incarico di recarsi ad Aran e trovare una moglie tra i suoi parenti. Lungo il cammino, Giacobbe si ferma a riposare e ha un sogno in cui vede una scala che si estende fino al cielo. In cima alla scala appare Dio e riafferma la promessa fatta ad Abramo. Egli promette anche di essere con Giacobbe e proteggerlo ovunque vada.