Genesi 30:22
“E Iddio si ricordò di Rachele, e l’esaudì, e le aperse la matrice.”
Contesto: Genesi 30
20E Lea disse: Iddio mi ha dotata d’una buona dote; questa volta il mio marito abiterà meco, poichè io gli ho partoriti sei figliuoli; e pose nome a quel figliuolo Zabulon.
21Poi partorì una figliuola, e le pose nome Dina.
22E Iddio si ricordò di Rachele, e l’esaudì, e le aperse la matrice.
23Ed ella concepette, e partorì un figliuolo; e disse: Iddio ha tolto via il mio obbrobrio.
24E pose nome a quel figliuolo Giuseppe, dicendo: Il Signore mi aggiunga un altro figliuolo.
Informazioni su Genesi 30: La nascita dei figli di Giacobbe

Giacobbe diventa molto ricco con grandi greggi e molti figli.
Commento
Il capitolo 30 del libro della Genesi è un capitolo fondamentale poiché segna l'inizio di una nuova era nella vita di Giacobbe e della sua famiglia. In questo capitolo, Giacobbe e le sue mogli, Lia e Rachele, sono in competizione per avere il maggior numero di figli. Entrambe le mogli di Giacobbe sono sterili, così fanno un patto con Giacobbe: se lui darà loro i mandragore, loro gli daranno le loro ancelle per generare figli. Giacobbe accetta il patto e Lia e Rachele entrambe generano figli.
Lia ha quattro figli: Ruben, Simeone, Levi e Giuda. Rachele, però, è ancora sterile. Lei dà la sua ancella, Bilha, a Giacobbe, e Bilha genera due figli, Dan e Neftali. Poi Lia dà la sua ancella, Zilpa, a Giacobbe, e Zilpa genera due figli, Gad e Aser.