Genesi 39:15
“E come egli udì che io avea alzata la voce, e gridava, lasciò il suo vestimento appresso a me, e se ne fuggì, e se ne uscì fuori.”
Contesto: Genesi 39
13E, quando ella vide ch’egli le avea lasciato il suo vestimento in mano, e che se ne era fuggito fuori;
14chiamò la gente di casa sua, e disse loro: Vedete, egli ci ha menato in casa un uomo Ebreo per ischernirci; esso venne a me per giacersi meco; ma io gridai ad alta voce.
15E come egli udì che io avea alzata la voce, e gridava, lasciò il suo vestimento appresso a me, e se ne fuggì, e se ne uscì fuori.
16Ed ella ripose il vestimento di Giuseppe appo sè, finchè il signore di esso fosse tornato in casa sua.
17Poi gli parlò in questa maniera: Quel servo Ebreo che tu ci menasti venne a me per ischernirmi.
Informazioni su Genesi 39: Giuseppe e la moglie di Potifar.

Giuseppe viene venduto a Potifarre, un ufficiale egiziano, e diventa di successo nel suo servizio. La moglie di Potifarre accusa falsamente Giuseppe di tentato stupro e viene imprigionato.
Commento
Il capitolo 39 della Genesi è un capitolo cruciale nella storia di Giuseppe, il figlio favorito di Giacobbe. Inizia con Giuseppe venduto come schiavo dai suoi fratelli e portato in Egitto. Nonostante le sue circostanze difficili, Giuseppe riesce a trovare il favore agli occhi del suo padrone, Potifar. Potifar mette Giuseppe a capo della sua casa e gli affida tutti i suoi beni.
Giuseppe ha successo nel suo nuovo ruolo ed è benedetto dal favore di Dio. Tuttavia, il suo successo è di breve durata quando la moglie di Potifar cerca di sedurlo. Giuseppe rifiuta i suoi tentativi e viene gettato in prigione come conseguenza. Nonostante la sua ingiusta prigionia, Giuseppe rimane fedele a Dio e alla fine viene rilasciato dal carcere.