Genesi 40:11
“Ed io avea la coppa di Faraone in mano; e prendeva quelle uve, e le spremeva nella coppa di Faraone, e dava la coppa in mano a Faraone.”
Contesto: Genesi 40
9E il coppier maggiore raccontò a Giuseppe il suo sogno, e gli disse: E’ mi pareva nel mio sogno di veder davanti a me una vite.
10E in quella vite erano tre tralci; e parve ch’ella germogliasse, poi che fiorisse, ed in fine che i suoi grappoli maturassero le uve.
11Ed io avea la coppa di Faraone in mano; e prendeva quelle uve, e le spremeva nella coppa di Faraone, e dava la coppa in mano a Faraone.
12E Giuseppe gli disse: Quest’è l’interpretazione di cotesto sogno: I tre tralci son tre giorni.
13Fra qui e tre giorni, Faraone, rivedendo la sua famiglia, ti rassegnerà, e ti rimetterà nel tuo stato; e tu porgerai in mano a Faraone la sua coppa, secondo il tuo primiero ufficio, quando eri suo coppiere.
Informazioni su Genesi 40: Giuseppe interpreta sogni in prigione

Giuseppe interpreta i sogni del coppiere e del panettiere del Faraone e poi viene chiamato ad interpretare il sogno del Faraone. Predice correttamente sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia.
Commento
Il capitolo 40 della Genesi si concentra su due dei compagni di prigionia di Giuseppe, il coppiere e il panettiere di Faraone. Entrambi questi uomini fanno dei sogni che Giuseppe interpreta per loro. Il sogno del coppiere viene interpretato come un segno della sua imminente liberazione dal carcere, mentre il sogno del panettiere viene interpretato come un segno della sua imminente morte.
Il sogno del coppiere è un promemoria della fedeltà e misericordia di Dio. Nonostante la prigionia del coppiere, Dio continua a vegliare su di lui e a provvedere un modo per la sua liberazione. Questo è un promemoria che Dio è sempre fedele e misericordioso, anche in mezzo alle circostanze difficili.