Genesi 40:15
“Perciocchè in verità io sono stato rubato dal paese degli Ebrei; ed anche qui non ho fatto nulla, perchè io dovessi esser messo in questa fossa.”
Contesto: Genesi 40
13Fra qui e tre giorni, Faraone, rivedendo la sua famiglia, ti rassegnerà, e ti rimetterà nel tuo stato; e tu porgerai in mano a Faraone la sua coppa, secondo il tuo primiero ufficio, quando eri suo coppiere.
14Ma abbi appo te memoria di me, quando avrai del bene; ed usa, ti prego, benignità inverso me, e fa’ menzion di me a Faraone, e fa’ che io esca fuor di questa casa.
15Perciocchè in verità io sono stato rubato dal paese degli Ebrei; ed anche qui non ho fatto nulla, perchè io dovessi esser messo in questa fossa.
16E il panattier maggiore, veggendo che Giuseppe avea interpretato il sogno di colui in bene, disse a Giuseppe: A me ancora pareva nel mio sogno di aver tre panieri bianchi in su la testa.
17E nel più alto paniere vi erano di tutte le vivande di Faraone, di lavoro di fornaio; e gli uccelli le mangiavano di dentro quel paniere d’in sul mio capo.
Informazioni su Genesi 40: Giuseppe interpreta sogni in prigione

Giuseppe interpreta i sogni del coppiere e del panettiere del Faraone e poi viene chiamato ad interpretare il sogno del Faraone. Predice correttamente sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia.
Commento
Il capitolo 40 della Genesi si concentra su due dei compagni di prigionia di Giuseppe, il coppiere e il panettiere di Faraone. Entrambi questi uomini fanno dei sogni che Giuseppe interpreta per loro. Il sogno del coppiere viene interpretato come un segno della sua imminente liberazione dal carcere, mentre il sogno del panettiere viene interpretato come un segno della sua imminente morte.
Il sogno del coppiere è un promemoria della fedeltà e misericordia di Dio. Nonostante la prigionia del coppiere, Dio continua a vegliare su di lui e a provvedere un modo per la sua liberazione. Questo è un promemoria che Dio è sempre fedele e misericordioso, anche in mezzo alle circostanze difficili.