Genesi 40:8

“Ed essi gli dissero: Noi abbiam sognato ciascuno un sogno, e non vi è alcuno che ce lo interpreti. E Giuseppe disse loro: Le interpretazioni non appartengono esse a Dio? deh! raccontatemeli.”
— Genesi 40:8 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Genesi 40

6E Giuseppe, venuto la mattina a loro, li riguardò; ed ecco, erano conturbati.

7Ed egli domandò quegli Eunuchi di Faraone, ch’erano seco in prigione, in casa del suo signore, dicendo: Perchè sono oggi le vostre facce meste?

8Ed essi gli dissero: Noi abbiam sognato ciascuno un sogno, e non vi è alcuno che ce lo interpreti. E Giuseppe disse loro: Le interpretazioni non appartengono esse a Dio? deh! raccontatemeli.

9E il coppier maggiore raccontò a Giuseppe il suo sogno, e gli disse: E’ mi pareva nel mio sogno di veder davanti a me una vite.

10E in quella vite erano tre tralci; e parve ch’ella germogliasse, poi che fiorisse, ed in fine che i suoi grappoli maturassero le uve.

Informazioni su Genesi 40: Giuseppe interpreta sogni in prigione

Genesi 40: Giuseppe interpreta sogni in prigione

Giuseppe interpreta i sogni del coppiere e del panettiere del Faraone e poi viene chiamato ad interpretare il sogno del Faraone. Predice correttamente sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia.

Commento

Il capitolo 40 della Genesi si concentra su due dei compagni di prigionia di Giuseppe, il coppiere e il panettiere di Faraone. Entrambi questi uomini fanno dei sogni che Giuseppe interpreta per loro. Il sogno del coppiere viene interpretato come un segno della sua imminente liberazione dal carcere, mentre il sogno del panettiere viene interpretato come un segno della sua imminente morte.

Il sogno del coppiere è un promemoria della fedeltà e misericordia di Dio. Nonostante la prigionia del coppiere, Dio continua a vegliare su di lui e a provvedere un modo per la sua liberazione. Questo è un promemoria che Dio è sempre fedele e misericordioso, anche in mezzo alle circostanze difficili.

Persone in Genesi 40