Genesi 41:3
“Poi ecco, dal fiume salivano sette altre vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne; e si fermarono presso a quelle altre in su la riva del fiume.”
Contesto: Genesi 41
1ED avvenne, in capo di due anni intieri, che Faraone sognò, e gli pareva di essere presso al fiume.
2Ed ecco, dal fiume salivano sette vacche di bella apparenza, e grasse, e carnose, e pasturavano nella giuncaia.
3Poi ecco, dal fiume salivano sette altre vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne; e si fermarono presso a quelle altre in su la riva del fiume.
4E le vacche di brutta apparenza, e magre, e scarne, mangiarono le sette vacche di bella apparenza, e grasse. E Faraone si risvegliò.
5Poi, raddormentatosi, sognò di nuovo: ed ecco, sette spighe prospere, e belle, salivano da un gambo.
Informazioni su Genesi 41: Giuseppe interpreta i sogni del Faraone

Giuseppe viene nominato secondo in comando in Egitto e riesce a gestire con successo il paese durante la carestia, fornendo cibo ad Egitto e ad altri paesi.
Commento
Il capitolo 41 del libro della Genesi è un capitolo fondamentale poiché segna l'inizio dell'ascesa al potere di Giuseppe in Egitto. Dopo essere stato venduto come schiavo dai suoi fratelli, Giuseppe viene gettato in prigione per un crimine che non ha commesso. Mentre è in prigione, Giuseppe interpreta i sogni del coppiere e del panettiere del faraone, prediciendo correttamente i loro esiti. Colpito dalla capacità di Giuseppe, il coppiere del faraone raccomanda Giuseppe al faraone, che convoca Giuseppe per interpretare i suoi stessi sogni. Giuseppe interpreta correttamente i sogni del faraone, prevedendo sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia. Il faraone è così impressionato dalla saggezza di Giuseppe che lo nomina secondo in comando dell'Egitto, conferendogli autorità su tutto l'Egitto.
Questo capitolo è significativo perché segna l'inizio dell'ascesa al potere di Giuseppe in Egitto. La capacità di Giuseppe di interpretare i sogni e il suo saggio consiglio al faraone dimostrano la sua fedeltà a Dio e la sua fiducia nei piani di Dio. La nomina di Giuseppe a secondo in comando dell'Egitto è una testimonianza della fedeltà e provvidenza di Dio, poiché è attraverso la grazia di Dio che Giuseppe riesce a raggiungere una posizione così alta. Questo capitolo serve anche come un promemoria della fedeltà e della provvidenza di Dio nelle nostre vite, poiché Dio è sempre fedele nel provvedere per noi e guidarci nelle nostre vite.