Genesi 41:37
“E la cosa piacque a Faraone e a tutti i suoi servitori.”
Contesto: Genesi 41
35E adunino essi tutta la vittuaglia di questi sette buoni anni che vengono, e ammassino il grano sotto la mano di Faraone, per vittuaglia nella città; e lo conservino.
36E quella vittuaglia sarà per provvisione del paese, ne’ sette anni della fame che saranno nel paese di Egitto; e il paese non sarà distrutto per la fame.
37E la cosa piacque a Faraone e a tutti i suoi servitori.
38E Faraone disse a’ suoi servitori: Potremmo noi trovare alcuno pari a costui, ch’è uomo in cui è lo Spirito di Dio?
39E Faraone disse a Giuseppe: Poichè Iddio ti ha manifestato tutto questo, e’ non vi è alcuno intendente, nè savio, come sei tu.
Informazioni su Genesi 41: Giuseppe interpreta i sogni del Faraone

Giuseppe viene nominato secondo in comando in Egitto e riesce a gestire con successo il paese durante la carestia, fornendo cibo ad Egitto e ad altri paesi.
Commento
Il capitolo 41 del libro della Genesi è un capitolo fondamentale poiché segna l'inizio dell'ascesa al potere di Giuseppe in Egitto. Dopo essere stato venduto come schiavo dai suoi fratelli, Giuseppe viene gettato in prigione per un crimine che non ha commesso. Mentre è in prigione, Giuseppe interpreta i sogni del coppiere e del panettiere del faraone, prediciendo correttamente i loro esiti. Colpito dalla capacità di Giuseppe, il coppiere del faraone raccomanda Giuseppe al faraone, che convoca Giuseppe per interpretare i suoi stessi sogni. Giuseppe interpreta correttamente i sogni del faraone, prevedendo sette anni di abbondanza seguiti da sette anni di carestia. Il faraone è così impressionato dalla saggezza di Giuseppe che lo nomina secondo in comando dell'Egitto, conferendogli autorità su tutto l'Egitto.
Questo capitolo è significativo perché segna l'inizio dell'ascesa al potere di Giuseppe in Egitto. La capacità di Giuseppe di interpretare i sogni e il suo saggio consiglio al faraone dimostrano la sua fedeltà a Dio e la sua fiducia nei piani di Dio. La nomina di Giuseppe a secondo in comando dell'Egitto è una testimonianza della fedeltà e provvidenza di Dio, poiché è attraverso la grazia di Dio che Giuseppe riesce a raggiungere una posizione così alta. Questo capitolo serve anche come un promemoria della fedeltà e della provvidenza di Dio nelle nostre vite, poiché Dio è sempre fedele nel provvedere per noi e guidarci nelle nostre vite.