Genesi 42:33
“E quell’uomo, rettor del paese, ci ha detto: Per questo conoscerò che voi siete uomini leali: lasciate un di voi fratelli appo me, e prendete quanto vi fa bisogno per la necessità delle vostre casa, e andate.”
Contesto: Genesi 42
31E noi gli abbiam detto: Noi siamo uomini leali; noi non fummo giammai spie.
32Noi eravamo dodici fratelli, figliuoli di nostro padre, e l’uno non è più; e il minore è oggi con nostro padre, nel paese di Canaan.
33E quell’uomo, rettor del paese, ci ha detto: Per questo conoscerò che voi siete uomini leali: lasciate un di voi fratelli appo me, e prendete quanto vi fa bisogno per la necessità delle vostre casa, e andate.
34E menatemi il vostro fratel minore; ed io conoscerò che voi non siete spie, anzi uomini leali; ed io vi renderò il vostro fratello, e voi potrete andare attorno trafficando per lo paese.
35Ora, come essi votavano le lor sacca, ecco, il sacchetto de’ denari di ciascuno era nel suo sacco; ed essi, e il padre loro, videro i sacchetti de’ lor danari, e temettero.
Informazioni su Genesi 42: I fratelli di Giuseppe vengono in Egitto per il cibo

I fratelli di Giuseppe vengono in Egitto per comprare cibo durante la carestia e non riconoscono Giuseppe, che li mette alla prova.
Commento
Il capitolo 42 della Genesi è la storia dei fratelli di Giuseppe che vengono in Egitto per comprare grano durante una carestia. Giuseppe, che era stato venduto come schiavo dai suoi fratelli anni prima, è ora il governante dell'Egitto. Riconosce i suoi fratelli, ma loro non lo riconoscono. Giuseppe mette alla prova i suoi fratelli accusandoli di essere spie e imprigionandoli per tre giorni. Dopo i tre giorni, Giuseppe li rilascia, ma tiene uno di loro, Simeone, come ostaggio. Invia gli altri fratelli di nuovo in Canaan con il grano e ordina loro di portare con sé Beniamino, il fratello più giovane di Giuseppe.
Questo capitolo della Genesi è un potente promemoria delle conseguenze del peccato. I fratelli di Giuseppe avevano peccato contro di lui vendendolo come schiavo, e ora stanno raccogliendo le conseguenze delle loro azioni. La prova di Giuseppe nei confronti dei suoi fratelli è un promemoria che Dio ci metterà alla prova e ci chiederà conto dei nostri peccati. Serve anche come promemoria che Dio è un Dio di misericordia e grazia, poiché Giuseppe mostra misericordia ai suoi fratelli rilasciandoli e mandandoli indietro con il grano. Infine, questo capitolo serve come promemoria dell'importanza della famiglia, poiché Giuseppe è disposto a perdonare i suoi fratelli e riunirsi con loro.