Genesi 43:20
“E dissero: Ahi, signor mio! certo da principio noi scendemmo per comperar della vittuaglia.”
Contesto: Genesi 43
18E quegli uomini temettero, perciocchè erano menati dentro alla casa di Giuseppe, e dissero: Noi siamo menati qua entro per que’ danari che ci furono tornati ne’ nostri sacchi la prima volta; acciocchè egli si rivolti addosso a noi, e si avventi contro a noi, e ci prenda per servi, insieme co’ nostri asini.
19E accostatisi al mastro di casa di Giuseppe, gli parlarono in su l’entrata della casa.
20E dissero: Ahi, signor mio! certo da principio noi scendemmo per comperar della vittuaglia.
21Or avvenne, come fummo giunti all’albergo, che, aprendo i nostri sacchi, ecco, i danari di ciascun di noi erano alla bocca del suo sacco; i nostri danari vi erano appunto secondo il lor peso; e noi li abbiamo riportati con noi.
22Abbiamo, oltre a ciò, portati nelle nostre mani altri danari per comperar della vittuaglia; noi non sappiamo chi mettesse i nostri danari ne’ nostri sacchi.
Informazioni su Genesi 43: I fratelli di Giuseppe tornano in Egitto con Beniamino

I fratelli ritornano in Egitto con Beniamino, il fratello di Giuseppe, e Giuseppe si rivela a loro.
Commento
Il capitolo 43 della Genesi si concentra sulla riunione di Giuseppe e dei suoi fratelli. Dopo che Giuseppe rivela la sua identità ai fratelli, essi sono colmi di paura e colpa per il modo in cui lo hanno trattato in passato. Giuseppe, tuttavia, è pieno di compassione e misericordia, e li rassicura che non serba loro rancore. Addirittura li invita a rimanere con lui in Egitto e provvede loro cibo e viveri.
Il capitolo è un poderoso promemoria del potere del perdono e della misericordia. La disposizione di Giuseppe a perdonare i fratelli nonostante i torti passati è una testimonianza del suo carattere e della sua fede. È anche un promemoria che Dio è un Dio di misericordia e grazia, e che è disposto a perdonarci quando ci pentiamo e ci rivolgiamo a Lui.