Genesi 43:30
“E Giuseppe si ritrasse prestamente; perciocchè le sue viscere si riscaldavano inverso il suo fratello; e cercando luogo per piangere, se n’entrò nella cameretta, e quivi pianse.”
Contesto: Genesi 43
28Ed essi dissero: Nostro padre, tuo servitore, sta bene; egli vive ancora. E s’inchinarono, e gli fecero riverenza.
29E Giuseppe alzò gli occhi, e vide Beniamino, suo fratello, figliuol di sua madre, e disse: È costui il vostro fratel minore, del qual mi parlaste? Poi disse: Iddio ti sia favorevole, figliuol mio.
30E Giuseppe si ritrasse prestamente; perciocchè le sue viscere si riscaldavano inverso il suo fratello; e cercando luogo per piangere, se n’entrò nella cameretta, e quivi pianse.
31Poi, lavatosi il viso, uscì fuori, e si fece forza, e disse: Recate le vivande.
32Furono adunque recate le vivande a lui da parte, a loro da parte, e agli Egizj che mangiavano con lui da parte; conciossiachè gli Egizj non possano mangiare con gli Ebrei; perciocchè ciò è cosa abbominevole agli Egizj.
Informazioni su Genesi 43: I fratelli di Giuseppe tornano in Egitto con Beniamino

I fratelli ritornano in Egitto con Beniamino, il fratello di Giuseppe, e Giuseppe si rivela a loro.
Commento
Il capitolo 43 della Genesi si concentra sulla riunione di Giuseppe e dei suoi fratelli. Dopo che Giuseppe rivela la sua identità ai fratelli, essi sono colmi di paura e colpa per il modo in cui lo hanno trattato in passato. Giuseppe, tuttavia, è pieno di compassione e misericordia, e li rassicura che non serba loro rancore. Addirittura li invita a rimanere con lui in Egitto e provvede loro cibo e viveri.
Il capitolo è un poderoso promemoria del potere del perdono e della misericordia. La disposizione di Giuseppe a perdonare i fratelli nonostante i torti passati è una testimonianza del suo carattere e della sua fede. È anche un promemoria che Dio è un Dio di misericordia e grazia, e che è disposto a perdonarci quando ci pentiamo e ci rivolgiamo a Lui.