Genesi 50:18
“I suoi fratelli andarono eziandio a lui; e, gittatisi in terra davanti a lui, gli dissero: Eccociti per servi.”
Contesto: Genesi 50
16Laonde commisero ad alcuni di andare a Giuseppe, per dirgli; Tuo padre, avanti che morisse, ordinò, e disse:
17Dite così a Giuseppe: Perdona, ti prego, ora a’ tuoi fratelli il lor misfatto, e il lor peccato; conciossiachè essi ti abbiano fatto del male. Deh! perdona dunque ora a’ servitori dell’Iddio di tuo padre il lor misfatto. E Giuseppe pianse, quando coloro gli parlarono.
18I suoi fratelli andarono eziandio a lui; e, gittatisi in terra davanti a lui, gli dissero: Eccociti per servi.
19Ma Giuseppe disse loro: Non temiate; perciocchè, sono io in luogo di Dio?
20Voi certo avevate pensato del male contro a me; ma Iddio ha pensato di convertir quel male in bene, per far ciò che oggi appare, per conservare in vita una gran gente.
Informazioni su Genesi 50: Ultimo viaggio di Giuseppe per seppellire Giacobbe

Giacobbe muore e viene sepolto nella grotta di Macpela. I fratelli di Giuseppe temono che cercherà vendetta ora che Giacobbe è morto, ma Giuseppe li rassicura e muore all'età di 110 anni.
Commento
Il capitolo 50 di Genesi è il culmine della storia di Giuseppe, il figlio prediletto di Giacobbe. Dopo essere stato venduto come schiavo dai suoi fratelli, Giuseppe sale a una posizione di potere in Egitto, diventando alla fine il braccio destro del faraone. In questo capitolo, i fratelli di Giuseppe vengono da lui con timore, aspettandosi una punizione per le loro azioni passate. Tuttavia, Giuseppe mostra loro misericordia e perdono, assicurando loro che Dio aveva usato le loro azioni per portare un bene maggiore.
La risposta di Giuseppe ai suoi fratelli è un potente esempio di grazia e perdono. Nonostante i torti che gli avevano fatto, Giuseppe era disposto a perdonare e andare avanti. Capiva che Dio aveva un piano per la sua vita e che le azioni dei suoi fratelli facevano parte di quel piano. Questo ci ricorda che Dio può usare persino i nostri errori per la Sua gloria.