Genesi 8:7
“E mandò fuori il corvo, il quale usciva del continuo fuori, e tornava, fin che le acque furono asciutte d’in su la terra.”
Contesto: Genesi 8
5E le acque andarono scemando fino al decimo mese. Nel primo giorno del decimo mese, le sommità de’ monti apparvero.
6E, in capo di quaranta giorni, Noè aperse la finestra dell’Arca, ch’egli avea fatta.
7E mandò fuori il corvo, il quale usciva del continuo fuori, e tornava, fin che le acque furono asciutte d’in su la terra.
8Poi mandò d’appresso a sè la colomba, per veder se le acque erano scemate d’in su la faccia della terra.
9Ma la colomba, non trovando ove posar la pianta del piè, se ne ritornò a lui dentro l’Arca; perciocchè v’erano ancora delle acque sopra la faccia di tutta la terra. Ed egli, stesa la mano, la prese, e l’accolse a sè, dentro l’Arca.
Informazioni su Genesi 8: L'Inondazione Si Ritira

Dopo quaranta giorni di pioggia, le acque diminuirono e l'arca si posò su un monte. Dio promise di non inondare più la terra e diede l'arcobaleno come segno della sua promessa.
Commento
Il capitolo 8 della Genesi parla della fedeltà e misericordia di Dio. Dopo il grande diluvio, Dio si ricorda di Noè e della sua famiglia e manda un vento per far asciugare le acque. Poi ordina agli uccelli di lasciare l'arca e alle acque di ritirarsi. Dopo che le acque si sono ritirate, Dio fa un patto con Noè e i suoi discendenti, promettendo di non distruggere mai più la terra con un diluvio. Questo è un potente ricordo della fedeltà e misericordia di Dio. Egli si ricorda del suo popolo e mantiene le sue promesse.
Dio mostra anche la sua misericordia in questo capitolo fornendo un sacrificio per Noè e la sua famiglia. Li incarica di offrirgli un'offerta bruciata e in risposta, Dio promette di non maledire più la terra a causa del peccato dell'uomo. Questo è un bellissimo ricordo della misericordia e grazia di Dio.