Ebrei 5:4
“E niuno si prende da sè stesso quell’onore; ma colui l’ha, ch’è chiamato da Dio, come Aaronne.”
Contesto: Ebrei 5
2potendo aver convenevol compassione degli ignoranti, ed erranti; poichè egli stesso ancora è circondato d’infermità.
3E per esse infermità è obbligato d’offerir sacrificii per li peccati, così per sè stesso, come per lo popolo.
4E niuno si prende da sè stesso quell’onore; ma colui l’ha, ch’è chiamato da Dio, come Aaronne.
5Così ancora Cristo non si è glorificato sè stesso, per esser fatto sommo sacerdote; ma colui l’ha glorificato, che gli ha detto: Tu sei il mio Figliuolo, oggi io ti ho generato.
6Siccome ancora altrove dice: Tu sei sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedec.
Informazioni su Ebrei 5: Gesù come il Sacrificio Perfetto

Questo capitolo descrive come Gesù, come sacrificio perfetto, si offrì una volta per tutte e divenne la fonte di salvezza eterna per tutti coloro che credono.
Commento
Ebrei 5 è un capitolo che parla dell'importanza di Gesù come nostro Sommo Sacerdote. L'autore degli Ebrei inizia ricordandoci che Gesù è stato nominato da Dio come nostro Sommo Sacerdote, e che è l'unico che può mediare tra Dio e l'uomo. Prosegue poi spiegando che Gesù è stato scelto da Dio a causa della sua perfetta obbedienza e della sua volontà di soffrire e morire per i nostri peccati. L'autore sottolinea anche l'importanza del ruolo di Gesù come nostro Sommo Sacerdote, notando che è l'unico che può intercedere per noi e fare espiazione per i nostri peccati.
L'autore prosegue spiegando che Gesù è l'unico che può comprendere le nostre debolezze e provare compassione per noi nelle nostre lotte. È l'unico che può aiutarci nei momenti di bisogno e fornirci la forza e il coraggio per perseverare. L'autore ci ricorda anche che Gesù è l'unico che può portarci in una giusta relazione con Dio e darci l'assicurazione della salvezza.