Giosuè 5:14
“Ed egli disse: No; anzi io sono il Capo dell’esercito del Signore; pur ora son venuto. E Giosuè cadde sopra la sua faccia in terra, e adorò; e gli disse: Che vuol dire il mio Signore al suo servitore?”
Contesto: Giosuè 5
12E il giorno appresso ch’ebber mangiato del grano del paese, la manna cessò; e i figliuoli d’Israele non ebbero più manna; anzi quell’anno mangiarono del frutto della terra di Canaan.
13Or avvenne che, mentre Giosuè era presso a Gerico, egli alzò gli occhi, e riguardò, ed ecco, un uomo stava ritto davanti a lui, il quale avea la sua spada tratta in mano. E Giosuè andò a lui, e gli disse: Sei tu de’ nostri, ovvero dei nostri nemici?
14Ed egli disse: No; anzi io sono il Capo dell’esercito del Signore; pur ora son venuto. E Giosuè cadde sopra la sua faccia in terra, e adorò; e gli disse: Che vuol dire il mio Signore al suo servitore?
15E il Capo dell’esercito del Signore disse a Giosuè: Tratti le scarpe da’ piedi; perciocchè il luogo, sopra il quale tu stai, è santo. E Giosuè fece così.
Informazioni su Giosuè 5: Circoncisione e Pasqua

Giosuè circoncide gli uomini israeliti come segno del loro rinnovato impegno verso Dio.
Commento
Il capitolo 5 di Giosuè è un capitolo fondamentale nel libro di Giosuè. Segna l'inizio della conquista della Terra Promessa da parte degli Israeliti. Dopo il miracoloso attraversamento del fiume Giordano, Giosuè guida gli Israeliti in una cerimonia di circoncisione, segno dell'alleanza tra Dio e gli Israeliti. Questo è seguito dalla celebrazione della Pasqua, un ricordo della liberazione degli Israeliti dalla schiavitù in Egitto.
Il capitolo prosegue con la battaglia di Gerico, la prima grande battaglia della conquista. Gli Israeliti marciaro intorno alla città per sette giorni, e il settimo giorno le mura di Gerico crollano. Questa vittoria miracolosa è un segno della potenza di Dio e un ricordo della Sua promessa agli Israeliti.