Marco 12:26

“Ora, quant’è a’ morti, che essi risuscitino, non avete voi letto nel libro di Mosè, come Iddio gli parlò nel pruno, dicendo: Io son l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco, e l’Iddio di Giacobbe?”
— Marco 12:26 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Marco 12

24Ma Gesù, rispondendo, disse loro: Non errate voi per ciò che ignorate le scritture, e la potenza di Dio?

25Perciocchè, quando gli uomini saranno risuscitati da’ morti, non prenderanno, nè daranno mogli; ma saranno come gli angeli che son ne’ cieli.

26Ora, quant’è a’ morti, che essi risuscitino, non avete voi letto nel libro di Mosè, come Iddio gli parlò nel pruno, dicendo: Io son l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco, e l’Iddio di Giacobbe?

27Iddio non è Dio de’ morti, ma Dio de’ viventi. Voi adunque errate grandemente.

28ALLORA uno degli Scribi, avendoli uditi disputare, e riconoscendo ch’egli avea loro ben risposto, si accostò e lo domandò: Quale è il primo comandamento di tutti?

Informazioni su Marco 12: Parabola dei Malvagi Fittavoli

Marco 12: Parabola dei Malvagi Fittavoli

Gesù insegna sul più grande comandamento e sulla risurrezione.

Commento

Marco 12 è un capitolo che si concentra sugli insegnamenti di Gesù e sulle interazioni con i leader religiosi del tempo. In questo capitolo, Gesù viene posto di fronte a una serie di domande dai leader religiosi nel tentativo di tendergli una trappola. Gesù risponde a ciascuna domanda con saggezza e intelligenza, spesso rigirando la domanda contro colui che l'ha posta. Parla dell'importanza di amare Dio e il prossimo, e dell'importanza di pagare le tasse a Cesare. Parla anche della risurrezione dei morti e del più grande comandamento.

Durante tutto il capitolo, Gesù è rappresentato come un insegnante saggio e competente, uno che non ha paura di sfidare i leader religiosi del tempo. Parla con autorità e intelligenza, e le sue parole sono piene di verità e comprensione. È un insegnante che non ha paura di dire la verità, anche quando è impopolare.

Persone in Marco 12