Salmo 22:6

“Ma io sono un verme, e non un uomo; Il vituperio degli uomini, e lo sprezzato fra il popolo.”
— Salmo 22:6 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Salmo 22

4I nostri padri si son confidati in te; Si son confidati in te, e tu li hai liberati.

5Gridarono a te, e furon liberati; In te si confidarono, e non furon confusi.

6Ma io sono un verme, e non un uomo; Il vituperio degli uomini, e lo sprezzato fra il popolo.

7Chiunque mi vede, si beffa di me, Mi stende il labbro, e scuote il capo;

8Dicendo: Egli si rimette nel Signore; liberilo dunque; Riscuotalo, poichè egli lo gradisce.

Informazioni su Salmo 22: Un grido di angoscia e fiducia

Salmo 22: Un grido di angoscia e fiducia

Il Salmo 22 è un'espressione cruda ed emotiva del grido di angoscia del salmista rivolto a Dio. Il salmista si sente abbandonato e solo, ma alla fine esprime fede e fiducia nella liberazione da parte di Dio.

Commento

Il Salmo 22 è un salmo profetico che prefigura le sofferenze di Cristo sulla croce. La frase d'apertura, "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" è stata citata da Gesù mentre era crocifisso sulla croce (Matteo 27:46). Le parole del salmista descrivono accuratamente l'agonia fisica ed emotiva della crocifissione. Nel corso del salmo, il salmista esprime i suoi sentimenti di abbandono e disperazione, ma continua a perseverare nella sua fede nella potenza e bontà di Dio. Egli ricorda la fedeltà di Dio ai suoi antenati e supplica Dio di non abbandonarlo. Nella seconda metà del salmo, il tono passa dal lamento alla lode mentre il salmista proclama la vittoria finale di Dio e invita tutti a lodarlo. Questo cambio di tono riflette la fiducia del salmista che Dio alla fine lo libererà e porterà la redenzione. In generale, il Salmo 22 è un potente esempio di fede in mezzo alle sofferenze. Ci ricorda che anche nei momenti più bui possiamo gridare a Dio con onestà e fiducia nella sua fedeltà.

Persone in Salmo 22