Romani 16:2

“Acciocchè voi l’accogliate nel Signore, come si conviene a’ santi, e le sovveniate in qualunque cosa avrà bisogno di voi; perciocchè ella è stata protettrice di molti, e di me stesso ancora.”
— Romani 16:2 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Romani 16

1OR io vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diaconessa della chiesa che è in Cencrea.

2Acciocchè voi l’accogliate nel Signore, come si conviene a’ santi, e le sovveniate in qualunque cosa avrà bisogno di voi; perciocchè ella è stata protettrice di molti, e di me stesso ancora.

3Salutate Priscilla, ed Aquila, miei compagni d’opera in Cristo Gesù.

4I quali hanno, per la vita mia, esposto il lor proprio collo; a’ quali non io solo, ma ancora tutte le chiese de’ Gentili, rendono grazie.

Informazioni su Romani 16: Saluti e Conclusioni

Romani 16: Saluti e Conclusioni

Paolo saluta alcuni amici e chiude la lettera.

Commento

Romani 16 è un capitolo di saluti e commiati. Paolo sta concludendo la sua lettera alla chiesa di Roma e sta inviando i suoi saluti a molte delle persone che conosce nella chiesa. Inizia lodando Febe, diaconessa della chiesa a Cencrea, per il suo servizio alla chiesa. Poi invia saluti a Priscilla e Aquila, una coppia sposata che erano collaboratori di Paolo nel Vangelo. Invia saluti anche alla chiesa che si riunisce nella loro casa.

Paolo invia quindi saluti a molte delle persone che conosce nella chiesa, inclusa Maria, che ha lavorato duramente per la chiesa, e Adronico e Junia, che erano in prigione con Paolo. Invia saluti anche ad Ampliato, Urbano, Stachys, Apelle e alla casa di Aristobulo.

Persone in Romani 16