Romani 5:14

“nondimeno la morte regnò da Adamo infino a Mosè, eziandio sopra coloro che non aveano peccato alla somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che dovea venire.”
— Romani 5:14 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Romani 5

12PERCIÒ, siccome per un uomo il peccato è entrato nel mondo, e per il peccato la morte; ed in questo modo la morte è trapassata in tutti gli uomini, perchè tutti hanno peccato;

13perciocchè fino alla legge il peccato era nel mondo; or il peccato non è imputato, se non vi è legge;

14nondimeno la morte regnò da Adamo infino a Mosè, eziandio sopra coloro che non aveano peccato alla somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che dovea venire.

15Ma pure la grazia non è come l’offesa; perciocchè, se per l’offesa dell’uno que’ molti son morti, molto più è abbondata inverso quegli altri molti la grazia di Dio, e il dono, per la grazia dell’un uomo Gesù Cristo.

16Ed anche non è il dono come ciò ch’è venuto per l’uno che ha peccato; perciocchè il giudicio è di una offesa a condannazione; ma la grazia è di molte offese a giustizia.

Informazioni su Romani 5: I Risultati della Giustificazione

Romani 5: I Risultati della Giustificazione

Paolo insegna che attraverso la fede in Gesù, le persone possono avere pace con Dio e la vita eterna.

Commento

Il capitolo 5 di Romani è un potente capitolo che parla della potenza della fede e della grazia. Paolo inizia ricordandoci che siamo stati giustificati per fede e che questa giustificazione ci porta pace con Dio. Poi prosegue spiegando che questa pace è resa possibile attraverso la morte di Gesù Cristo, che è morto per i nostri peccati. Questa morte ci porta speranza e la certezza che possiamo essere riconciliati con Dio.

Paolo parla poi della potenza della grazia, che è più grande del peccato. Spiega che la grazia è un dono gratuito da parte di Dio, e che è attraverso la grazia che siamo salvati. Parla anche della potenza della speranza, che è la certezza che Dio adempirà le Sue promesse.

Persone in Romani 5