Romani 7:20
“Ora, se ciò che io non voglio quello fo, non più io opero quello, anzi l’opera il peccato che abita in me.”
Contesto: Romani 7
18Perciocchè io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poichè ben è in me il volere, ma di compiere il bene, io non ne trovo il modo.
19Perciocchè, il bene che io voglio, io nol fo; ma il male che io non voglio, quello fo.
20Ora, se ciò che io non voglio quello fo, non più io opero quello, anzi l’opera il peccato che abita in me.
21Io mi trovo adunque sotto questa legge: che volendo fare il bene, il male è presso a me.
22Perciocchè io mi diletto nella legge di Dio, secondo l’uomo di dentro.
Informazioni su Romani 7: La Legge e il Peccato

Paolo insegna che le persone continuano a lottare con il peccato anche dopo essere state salvate, ma che attraverso l'aiuto dello Spirito Santo possono superarlo.
Commento
Romani 7 è un capitolo che parla della lotta tra la legge e lo spirito. Paolo affronta il problema di come la legge possa essere usata per portare alla giustizia, ma anche di come possa essere usata per portare al peccato. Spiega che la legge è buona, ma può portare alla morte se non viene seguita correttamente. Poi passa a spiegare che lo spirito è ciò che porta alla vita, e che è attraverso lo spirito che possiamo essere resi giusti.
Paolo continua spiegando che la legge non è la fonte della nostra giustizia, ma è piuttosto lo spirito che porta alla giustizia. Spiega che la legge è una guida, ma è lo spirito che porta alla vera giustizia. Poi continua spiegando che la legge non è la fonte della nostra salvezza, ma è piuttosto lo spirito che porta alla salvezza.