Romani 9:3

“Perciocchè desidererei d’essere io stesso anatema, riciso da Cristo, per li miei fratelli, miei parenti secondo la carne;”
— Romani 9:3 (La Nuova Diodati)

Condividi questo verso

Contesto: Romani 9

1IO dico verità in Cristo, io non mento, rendendomene insieme testimonianza la mia coscienza per lo Spirito Santo:

2che io ho gran tristezza, e continuo dolore nel cuor mio.

3Perciocchè desidererei d’essere io stesso anatema, riciso da Cristo, per li miei fratelli, miei parenti secondo la carne;

4i quali sono Israeliti, de’ quali è l’adottazione, e la gloria, e i patti, e la costituzion della legge, e il servigio divino, e le promesse;

5de’ quali sono i padri, e de’ quali è uscito, secondo la carne, il Cristo, il quale è sopra tutti Iddio benedetto in eterno. Amen.

Informazioni su Romani 9: Sovranità di Dio e Elezione.

Romani 9: Sovranità di Dio e Elezione.

Paolo insegna che la scelta di Dio di alcune persone per la salvezza si basa sul Suo proprio scopo e grazia.

Commento

Romani 9 è un capitolo potente che parla della sovranità di Dio e del Suo piano di salvezza. Paolo inizia esprimendo il suo profondo dolore per i suoi compatrioti ebrei che non hanno accettato Gesù come il Messia. Egli riconosce che Dio ha scelto di salvare alcuni e non altri, e che questo fa parte del Suo piano divino. Paolo prosegue spiegando che la scelta di Dio si basa sulla Sua misericordia e grazia, non su alcun merito dei prescelti. Spiega anche che la scelta di Dio non si basa su opere dei prescelti, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere.

Paolo prosegue spiegando che la scelta di Dio d'Israele non si basava su alcun merito degli ebrei, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere. Spiega che la scelta di Dio d'Israele non si basava su opere degli ebrei, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere. Spiega anche che la scelta di Dio d'Israele non si basava su alcun merito degli ebrei, ma piuttosto sul Suo stesso scopo e volere.

Persone in Romani 9