1 Tessalonicesi 2:13

“Perciò ancora, noi non restiamo di render grazie a Dio, di ciò che, avendo ricevuta da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’avete raccolta, non come parola d’uomini; ma, siccome è veramente, come parola di Dio, la quale ancora opera efficacemente in voi che credete.”
— 1 Tessalonicesi 2:13 (La Nuova Diodati)

Condividi questo verso

Contesto: 1 Tessalonicesi 2

11Siccome voi sapete che, come un padre i suoi figliuoli, noi abbiamo esortato, e consolato ciascun di voi;

12e protestato che camminiate condegnamente a Dio, che vi chiama al suo regno e gloria.

13Perciò ancora, noi non restiamo di render grazie a Dio, di ciò che, avendo ricevuta da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’avete raccolta, non come parola d’uomini; ma, siccome è veramente, come parola di Dio, la quale ancora opera efficacemente in voi che credete.

14Poichè voi, fratelli, siete divenuti imitatori delle chiese di Dio, che son nella Giudea, in Cristo Gesù; perciocchè ancora voi avete sofferte da quei della vostra nazione le medesime cose ch’essi da’ Giudei.

15I quali ed hanno ucciso il Signor Gesù, e i lor propri profeti; e ci hanno scacciati, e non piacciono a Dio, e son contrari a tutti gli uomini;

Informazioni su 1 Tessalonicesi 2: Ministero di Paolo tra i Tessalonicesi

1 Tessalonicesi 2: Ministero di Paolo tra i Tessalonicesi

Paolo descrive il suo ministero tra i Tessalonicesi, incluso come è giunto da loro, come li ha insegnati e come si è preso cura di loro. Sottolinea che le sue azioni erano motivate dall'amore e non dall'inganno o da motivi impuri.

Commento

Nel capitolo 2 della Prima lettera ai Tessalonicesi, Paolo continua a rivolgersi alla chiesa di Tessalonica, incoraggiandoli a rimanere fedeli al vangelo e a vivere in modo che sia gradito a Dio. Inizia esprimendo il suo profondo amore per loro e la sua gioia nella loro fedeltà, nonostante le persecuzioni che hanno affrontato. Poi passa a spiegare come lui e i suoi compagni erano venuti da loro con gentilezza e umiltà, non mossi da ambizioni egoistiche o inganni, ma da un sincero desiderio di condividere il vangelo. Ricorda loro anche l'esempio che avevano dato loro, di come avevano lavorato duramente e faticato giorno e notte per provvedere a se stessi e non essere un peso per nessuno.

Paolo poi spiega l'importanza di condurre una vita di santità e purezza, e di evitare ogni tipo di immoralità o impurità. Li incoraggia a rimanere saldi nella fede e a continuare a crescere nella conoscenza di Dio. Li mette anche in guardia dal lasciarsi ingannare da falsi insegnanti e li esorta a mantenere ferma la loro fede.

Persone in 1 Tessalonicesi 2