Atti 16:27
“E il carceriere, destatosi, e vedute le porte della prigione aperte, trasse fuori la spada, ed era per uccidersi, pensando che i prigioni se ne fosser fuggiti.”
Contesto: Atti 16
25Or in su la mezzanotte, Paolo e Sila, facendo orazione, cantavono inni a Dio; e i prigioni li udivano.
26E di subito si fece un gran tremoto, talchè i fondamenti della prigione furono scrollati; e in quello stante tutte le porte si apersero, e i legami di tutti si sciolsero.
27E il carceriere, destatosi, e vedute le porte della prigione aperte, trasse fuori la spada, ed era per uccidersi, pensando che i prigioni se ne fosser fuggiti.
28Ma Paolo gridò ad alta voce, dicendo: Non farti male alcuno; perciocchè noi siam tutti qui.
29Ed egli, chiesto un lume, saltò dentro; e tutto tremante, si gettò a’ piedi di Paolo e di Sila.
Informazioni su Atti 16: Il terzo viaggio missionario di Paolo

Paolo e Sila vengono arrestati e imprigionati a Filippi, ma un terremoto li libera e continuano il loro viaggio.
Commento
Atti 16 è un capitolo che si concentra sui viaggi missionari di Paolo e Sila. Inizia con Paolo e Sila che viaggiano a Derbe e Listra, due città nella regione della Galazia. A Listra, incontrano un uomo di nome Timoteo, che è un credente in Gesù. Paolo e Sila portano con loro Timoteo nel loro viaggio e continuano a predicare il vangelo nella regione.
Il capitolo passa poi a Filippi, una città in Macedonia. Qui, Paolo e Sila si imbattono in una ragazza schiava posseduta da uno spirito di divinazione. Paolo scaccia lo spirito e i proprietari della schiava sono arrabbiati e fanno arrestare Paolo e Sila. Mentre sono in prigione, Paolo e Sila pregano e cantano inni e un terremoto scuote la prigione, liberandoli dalle catene. Il carceriere è così stupito da questo che lui e la sua famiglia giungono alla fede in Gesù.