Genesi 44:28
“L’uno de’ quali, essendosi dipartito d’appresso a me, io ho detto: Certo egli del tutto è stato lacerato; ed io non l’ho veduto fino ad ora.”
Contesto: Genesi 44
26E noi dicemmo: Noi non possiamo scender là; ma, se il nostro fratello minore è con noi, noi vi scenderemo; perciocchè noi non possiam veder la faccia di quell’uomo, se il nostro fratel minore non è con noi.
27E mio padre, tuo servitore, ci disse: Voi sapete che mia moglie mi partorì due figliuoli.
28L’uno de’ quali, essendosi dipartito d’appresso a me, io ho detto: Certo egli del tutto è stato lacerato; ed io non l’ho veduto fino ad ora.
29E se voi togliete ancora questo d’appresso a me, e gli avviene alcuna mortal sciagura, voi farete scender la mia canutezza con afflizione nel sepolcro.
30Ora dunque se, quando io giungerò a mio padre, tuo servitore, il fanciullo, alla cui anima la sua è legata, non è con noi;
Informazioni su Genesi 44: Coppa d'argento di Giuseppe trovata nella sacca di Beniamino

I fratelli di Giuseppe temono che egli possa cercare vendetta per essere stato venduto come schiavo e supplicano per pietà.
Commento
Il capitolo 44 della Genesi è un capitolo che si concentra sulla storia dei fratelli di Giuseppe e il loro viaggio in Egitto. Inizia con i fratelli di Giuseppe che tornano in Egitto per comprare più grano e Giuseppe li mette alla prova piazzando la propria coppa d'argento nel sacco di Beniamino. Quando i fratelli vengono accusati di aver rubato la coppa, essi dichiarano la propria innocenza e si offrono di diventare schiavi in cambio della libertà di Beniamino. Giuda si offre poi come sostituto di Beniamino e Giuseppe svela la propria identità ai fratelli.
Il capitolo è un potente esempio del potere del perdono e della riconciliazione. I fratelli di Giuseppe l'avevano tradito anni prima, vendendolo come schiavo, eppure Giuseppe è disposto a perdonarli e mostrare misericordia. L'atto altruistico di Giuda di offrirsi al posto di Beniamino è testimonianza del potere dell'amore e della lealtà.