Salmo 137:5

“Se io ti dimentico, o Gerusalemme; Se la mia destra ti dimentica;”
— Salmo 137:5 (La Nuova Diodati)

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Contesto: Salmo 137

3Benchè quelli che ci avevano menati in cattività Ci richiedessero quivi che cantassimo; E quelli che ci facevano urlar piangendo Ci richiedessero canzoni d’allegrezza, dicendo: Cantateci delle canzoni di Sion;

4Come avremmo noi cantate le canzoni del Signore In paese di stranieri?

5Se io ti dimentico, o Gerusalemme; Se la mia destra ti dimentica;

6Resti attaccata la mia lingua al mio palato, Se io non mi ricordo di te; Se non metto Gerusalemme In capo d’ogni mia allegrezza

7Ricordati, Signore, de’ figliuoli di Edom, I quali, nella giornata di Gerusalemme, Dicevano: Spianate, spianate, Fino a’ fondamenti.

Informazioni su Salmo 137: Un Lamento per l'Esilio

Salmo 137: Un Lamento per l'Esilio

Il Salmo 137 esprime i sentimenti di tristezza degli Israeliti che furono portati in cattività a Babilonia. Il salmista si lamenta di essere costretto a lasciare la propria terra e del dolore di non poter adorare nel tempio. Il salmo si conclude con un appassionato grido affinché Dio vendichi il loro dolore.

Commento

Il Salmo 137 è un commovente ricordo del dolore dello sfollamento e del desiderio di appartenenza. Le parole del salmista catturano il profondo dolore che accompagna le migrazioni forzate e il senso di perdita che le accompagna. Il salmo mette anche in luce la difficoltà di mantenere fede e speranza di fronte a sofferenze inimmaginabili. Tuttavia, l'appello del salmista per l'intervento di Dio in mezzo al loro dolore risuona con noi oggi. Ci ricorda che, non importa quanto dure possano essere le nostre circostanze, possiamo sempre rivolgerci a Dio e cercare conforto nella Sua presenza.

Persone in Salmo 137