Romani 6:13
“E non prestate le vostre membra ad essere armi d’iniquità al peccato; anzi presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi; e le vostre membra ad essere armi di giustizia a Dio.”
Contesto: Romani 6
11Così ancora voi reputate che ben siete morti al peccato; ma che vivete a Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore.
12Non regni adunque il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze.
13E non prestate le vostre membra ad essere armi d’iniquità al peccato; anzi presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi; e le vostre membra ad essere armi di giustizia a Dio.
14Perciocchè il peccato non vi signoreggerà; poichè non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.
15Che dunque? peccheremo noi, perciocchè non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.
Informazioni su Romani 6: Morti al peccato, Vivi a Dio

Paolo insegna che attraverso la fede in Gesù, le persone possono superare il peccato e vivere una nuova vita.
Commento
Romani 6 è un potente capitolo che parla della potenza della grazia e della libertà che deriva dall'essere in Cristo. Paolo inizia ricordando ai lettori che sono stati battezzati in Cristo e sono stati uniti a Lui nella Sua morte. Questo significa che sono morti alla loro vecchia natura peccaminosa e sono stati risorti a una nuova vita in Cristo. Questa nuova vita è una vita di libertà dal peccato e dalla morte, ed è una vita di santità e giustizia.
Paolo prosegue spiegando che questa nuova vita in Cristo non è una licenza per peccare, ma piuttosto un invito a vivere in obbedienza a Dio. Spiega che coloro che sono stati uniti a Cristo nella Sua morte sono stati liberati dal potere del peccato e della morte, e che non dovrebbero più essere schiavi del peccato. Invece, dovrebbero vivere in obbedienza a Dio e servirlo con tutto il cuore.