Romani 6:15
“Che dunque? peccheremo noi, perciocchè non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.”
Contesto: Romani 6
13E non prestate le vostre membra ad essere armi d’iniquità al peccato; anzi presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi; e le vostre membra ad essere armi di giustizia a Dio.
14Perciocchè il peccato non vi signoreggerà; poichè non siete sotto la legge, ma sotto la grazia.
15Che dunque? peccheremo noi, perciocchè non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia.
16Non sapete voi, che a chiunque vi rendete servi per ubbidirgli, siete servi a colui a cui ubbidite, o di peccato a morte, o d’ubbidienza a giustizia?
17Ora, ringraziato sia Iddio, ch’eravate servi del peccato; ma avete di cuore ubbidito alla forma della dottrina, nella quale siete stati tramutati.
Informazioni su Romani 6: Morti al peccato, Vivi a Dio

Paolo insegna che attraverso la fede in Gesù, le persone possono superare il peccato e vivere una nuova vita.
Commento
Romani 6 è un potente capitolo che parla della potenza della grazia e della libertà che deriva dall'essere in Cristo. Paolo inizia ricordando ai lettori che sono stati battezzati in Cristo e sono stati uniti a Lui nella Sua morte. Questo significa che sono morti alla loro vecchia natura peccaminosa e sono stati risorti a una nuova vita in Cristo. Questa nuova vita è una vita di libertà dal peccato e dalla morte, ed è una vita di santità e giustizia.
Paolo prosegue spiegando che questa nuova vita in Cristo non è una licenza per peccare, ma piuttosto un invito a vivere in obbedienza a Dio. Spiega che coloro che sono stati uniti a Cristo nella Sua morte sono stati liberati dal potere del peccato e della morte, e che non dovrebbero più essere schiavi del peccato. Invece, dovrebbero vivere in obbedienza a Dio e servirlo con tutto il cuore.